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Pompei

pompei scaviNell'estate del 79 d.C. (I° anno di regno dell'imperatore Tito, cfr. Cassio Dione V) Pompei fu vittima di una forte eruzione del Vesuvio. La città fu sommersa da una pioggia di cenere e lapilli (e non di lava, come spesso si legge) che, salvo un intervallo di alcune ore, cadde ininterrotta fino a formare uno strato di oltre tre metri. Al momento dell'eruzione del 79, molti edifici erano in ricostruzione a causa di un sisma verificatosi pochi giorni prima e non del sisma del 62, come precedentemente creduto, i cui danni erano già stati completamente riparati anni prima.

La data di questa eruzione ci è nota in base a una lettera di Plinio il giovane e dovrebbe corrispondere al 24 agosto. Tuttavia non tutti gli studiosi concordano, anche perché di questa lettera non esiste l'originale, ma esistono solamente delle trascrizioni effettuate nel corso degli anni seguenti. In alcune di esse si parla del del nono giorno avanti alle calende di novembre corrispondente al 24 di ottobre. Altri indizi vengono dal ritrovamento di frutta secca, come noci e fichi, oppure di sorbe, frutto tipico autunnale, ma la prova, forse più importante, è il ritrovamento di una moneta d'argento con impressa la scritta IMPXV, ovvero la quindicesima acclamazione di Tito a imperatore, acclamazione che avvenne il giorno 8 settembre del 79 d.c. Nella cenere solidificata furono ritrovati i vuoti corrispondenti a corpi; detti vuoti, riempiti con colate di gesso (o altro), ci forniscono i calchi esatti delle vittime dell'eruzione.

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